Convegno sul nucleare
Sabato 11 gennaio 2025 alle ore 10 nella Sala Convegni di Villa Concina a Dolo (accanto alla biblioteca) si svolgerà il convegno
Le parole non ci fanno paura: NUCLEARE
Il ritorno del nucleare nello scenario italiano ed europeo: quali prospettive per la transizione energetica?
Dopo due referendum popolari (nel 1987 e nel 2011), con cui gli italiani si sono espressi contro l'installazione in Italia di centrali nucleari per la produzione di energia elettrica, nel 2024 si è tornati a parlare di centrali nucleari. Le centrali di cui si parla da parte governativa e confindustriale sono i cosiddetti mini reattori (SMR) di potenza ridotta (fino a 300 MWe) e costruzione modulare. Per l'Italia ne sono attesi fino a 40.
Maggiori dettagli li potremo avere nel corso del convegno. Nel frattempo possiamo avanzare alcune considerazioni e qualche domanda.
- Puntiamo alla sovranità energetica nazionale? (abbiamo già il Ministero della Sovranità Alimentare): non è assolutamente possibile, perché non abbiamo le risorse sufficienti (petrolio, gas, carbone, uranio).
- Puntiamo a ridurre i costi dell'energia elettrica? In Europa nel 2023 il costo di generazione dell’elettricità prodotta da nuove centrali nucleari è stato di circa 170 $/MWh, contro i 50 $/MWh del fotovoltaico e quella dell’eolico di 60$/MWh.
- Come mai l'energia prodotta dal nucleare è così cara? I costi complessivi sono la somma di quelli necessari per: costruzione dell’impianto, investimento e oneri finanziari dell’ammortamento del capitale investito, i costi operativi per la durata della vita produttiva dell’impianto (funzionamento, combustibile e manutenzione.
- Vogliamo aggiungere anche gli ineludibili costi di fine vita delle centrali? In Italia dobbiamo ancora risolvere il problema dello smantellamento e della bonifica dei siti nucleari contaminati delle quattro centrali nucleari ferme dal 1990. Solo il deposito dei rifiuti ad alta e media radioattività, di cui il nostro Paese è ancora in attesa, costerà almeno 8 miliardi di euro.
- Il prezzo dell'uranio è destinato ad aumentare nel tempo per almeno due motivi: alcuni paesi stanno costruendo nuove centrali nucleari (Cina), alcuni per la prima volta (Turchia, Bangladesh, Egitto) contribuendo ad aumentare la richiesta di uranio; l'uranio è una materia prima esauribile: quanto durerà? Quanto costerà?
- L’energia elettrica generata con gli SMR – i reattori modulari più piccoli proposti per l’Italia e che ancora non sono stati costruiti in nessun Paese occidentale – costerà più di quella prodotta dai reattori più grandi.
- Sicurezza e garanzie della fornitura di combustibile per le centrali nucleari: si dice che dobbiamo liberarci dalla dipendenza dal petrolio e dal gas, che provengono da paesi che è difficile chiamare alleati e sicuri. Invece l’uranio? La sua fornitura è proprio garantita per tutta la vita di una centrale o avremo gli stessi problemi del rifornimento di petrolio e di gas, considerato che i maggiori produttori di uranio nel mondo sono Australia, Kazakistan, Canada, Russia?
- Si dice che bisogna garantire uno "zoccolo duro" di energia che non dipenda dai capricci del vento o del sole di circa il 10%. Oggi questo è assicurato soprattutto dal gas, domani dovrebbe esserlo dal nucleare. La percentuale di energia elettrica prodotta in Europa dalle centrali nucleari è più del 20% del totale, quindi sarebbe già sufficiente a soddisfare il fabbisogno di tutti gli stati senza costruire nuove centrali, al massimo ammodernando le più vecchie, se si avesse una visione europea invece che nazionale. Dato che la corrente già oggi corre lungo i cavi di tutta Europa e l'Italia ne importa parecchia, vogliamo passare dalla sovranità nazionale a quella europea? In Italia si potrebbe produrre molta più energia da fonti rinnovabili per renderci più indipendenti. Facciamolo!
- Costruire una centrale nucleare di terza generazione richiede dai 7 ai 10 anni più il tempo necessario per trovare i nuovi siti o smantellare le vecchie centrali, convincere le popolazioni e svolgere un referendum. Diciamo 15 anni se tutto fila liscio.
- Si parla di reattori di quarta generazione, che si baserebbero sull'isotopo più comune dell'uranio (U238) e riciclerebbero la maggior parte delle loro scorie, ma il primo prototipo funzionante dell'impianto è previsto non prima di 12 anni.
- Il tempo è un fattore chiave nella transizione energetica e le rinnovabili sono meno costose, più socialmente accettabili e più velocemente fattibili. Non abbiamo tempo per aspettare il nucleare tra 20 anni. Per quella data passando da una visione nazionale ad una visione europea della questione energetica potremo aver completato la decarbonizzazione del settore elettrico.
- Il territorio italiano è in gran parte ad alto rischio sismico (diversamente dai paesi dell'Europa centrale e settentrionale) e, dove non lo è, ha un'alta densità di popolazione. Un incidente con rilascio di radioattività, anche a seguito di un attentato con droni o di una guerra, che non si può eliminare, in Italia avrebbe conseguenze gravissime sulla popolazione.
Approfondimenti:
https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2021/11/RAPPORTO-I-COSTI-DEL-NUCLEARE.pdf
https://www.energiaitalia.news/news/nucleare/uranio-chi-ne-produce-di-piu-al-mondo/32206/
https://www.nature.com/articles/d43978-023-00129-1
https://www.terna.it/it/sistema-elettrico/statistiche/pubblicazioni-statistiche


