Sì all’Idrovia Padova-Mare

LEGAMBIENTE SULL’IDROVIA PADOVA-VENEZIA
idrovia_pd_ve Finalmente! Dopo decenni di attese, di ambiguità, di alluvioni e paure, di cementificazione disordinata ed eccessiva, di malgoverno del territorio, di mancanza di pianificazione in tema di infrastrutture e trasporti, finalmente, forse, vedremo completata l’idrovia Padova-Venezia.
Legambiente esprime la propria posizione favorevole al completamento del canale idroviario previsto dalla regione Veneto in quanto esso può svolgere sia la funzione di canale scolmatore delle acque di piena dei fiumi Brenta e Bacchiglione, contribuendo a ridurre il rischio idraulico nel padovano e nel veneziano, sia, sotto il profilo infrastrutturale, la funzione di via d’acqua di collegamento dell’interporto di Padova con il porto di Venezia e con la rete idroviaria lombardo-veneta attraverso il sistema di canali esistente.
Il completamento dell’idrovia deve essere tale da consentirne l’inserimento nella classe V di navigazione europea al fine di permettere l’utilizzo di battelli fluvio-marittimi in grado di raggiungere anche i porti dell’alto e medio Adriatico e di consentire la rottura di carico delle grandi navi porta container.
Va evitata la realizzazione di nuove piattaforme, come quella di Dogaletto di Mira che, oltre ad un ulteriore e inutile impermeabilizzazione di suolo, entrerebbe in concorrenza con l’interporto di Padova creando scompensi e riducendo l’efficienza dell’intero sistema logistico.
L’idrovia dovrà diventare un’occasione di riqualificazione del territorio con all’integrazione della rete ciclabile tra Padova e la Laguna di Venezia, con la realizzazione di parchi fluviali e aree ricreative, con il suo utilizzo a fini diportistici e sportivi.
In quest’ottica, che prevede di privilegiare il trasporto acqueo rispetto a quello su gomma (nettamente più inquinante e non soddisfacente gli obiettivi fissati dall’Europa), va quindi assolutamente abbandonato il progetto di costruzione della cosiddetta camionabile, la strada a pagamento prevista lungo l’argine dell’idrovia.
Per quanto riguarda i rischi che la Laguna potrebbe correre per l’incremento del traffico di chiatte e battelli e in occasione delle piene del Brenta e del Bacchiglione, prima di procedere all’approvazione il progetto dovrà essere assoggettato alla VINCA (Valutazione di Incidenza Ambientale) e studiato approfonditamente da un ente terzo rispetto al proponente e al progettista.
La deliberazione del 20/3/2014, del Consiglio Regionale del Veneto, con cui è stato approvato un ordine del giorno che impegna la Giunta Regionale ad avviare l’iter per la progettazione preliminare dell’idrovia Padova – Mare come canale navigabile e scolmatore del bacino Brenta – Bacchiglione, va quindi integrata con altri elementi di certezza e demovrazia: l’impegno di spesa, l’indicazione di un cronoprogamma dettagliato (le popolazioni e rischio di alluvione devono avere tempi certi) e l’indicazione chiara della procedura prevista dalla direttiva comunitaria 2001/42/CE, che prevede che il “pubblico” deve poter esprimere il proprio parere sui piani e sui programmi che possono avere un significativo impatto sull’ambiente.