Salvalarte 2014: resoconto e foto

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Sabato scorso 19 luglio, in un pomeriggio d’estate, caldo ma ventilato, abbiamo vissuto una bella esperienza di Salvalarte con un bel gruppetto di 37 persone, giovani e meno giovani, financo bambini.
Abbiamo iniziato visitando l’Antiquarium di Sambruson accompagnati da Gianni Lazzari dell’associazione Trovemose, ma, prima di visitare l’Antiquarium, il Parroco ci ha ospitato nel fresco della Canonica di Sambruson dove Gianni Deppieri, dell’Associazione “Sambruson la nostra storia”, ci ha raccontato della via Annia, che si sviluppava da Adria ad Aquileia e passava per Sambruson, oggi “Sito 24 della Via Annia”: da Adria ad Aquileia passando per Padova, Sambruson, Quarto d’Altino, fino ad Aquileia. I partecipanti hanno apprezzato molto l’excursus storico, che li ha preparati a seguire la visita successiva all’Antiquarium.
Nell’Antiquarium sono raccolti i reperti, rinvenuti negli anni ’50 del secolo scorso, di epoca preistorica e, soprattutto, romana, con marmi e ceramiche di epoca rinascimentale.
L’infaticabile Gianni Deppieri ci ha poi “inchiodati” ai banchi della chiesa di Sambruson raccontandoci la storia del paese e l’origine del suo nome: da Sant’Ambrogio nel corso degli anni si è modificato fino ad assumere l’attuale; ma non tutti sono ancora d’accordo. E poi ha descritto il pregevole interno della chiesa e tutte le sue opere: statue, dipinti affreschi, soffermandosi sugli artisti che vi hanno operato.
E poi e poi… siamo andati a Dolo, sempre con Gianni Deppieri, per vedere come la Serenissima Repubblica di Venezia ha operato per controllare l’acqua del Brenta. I sedimenti portati dal fiume interravano progressivamente la Laguna e Venezia, città senza mura, ma protetta dall’acqua, doveva assolutamente evitarlo. Così il Brenta, alla fine del XV secolo è stato deviato: dalle chiuse di Dolo verso Sambruson, Calcroci, Campagna Lupia, Bojon, Corte, Codevigo, chiamandosi Brenta Nova o Brentone. Con scarsi risultati, sembra, per l’idraulica del territorio, tanto che, dopo un secolo, venne realizzato un nuovo canale, il Taglio Nuovissimo del Brenta.
Oggi, con l’Idrovia – canale scolmatore, si sta ancora pensando di governare le acque del Brenta per proteggere non la Laguna, ma i territori: incompiuta da cinquant’anni!
Infine, dulcis in fundo, eccoci a Villa Ca’ Zane Martin, da poco restaurata e riportata ai giusti fasti, soprattutto gli affreschi. Tra le esclamazioni di soddisfazione e il piacere dei partecipanti si è concluso a Ca’ Zane Martin con un gustoso aperitivo il pomeriggio che Legambiente ha voluto dedicare in particolare alla frazione di Sambruson, ma in realtà alla storia, alla cultura e all’arte della Riviera del Brenta: martoriata da scelte urbanistiche ultradecennali che non ne hanno risparmiato né il paesaggio né la tradizione né gli aspetti artistici, per un pomeriggio ha risvegliato qualche coscienza e svelato qualche segreto.
Salvalarte ha, ancora una volta, contribuito a far conoscere la storia e l’arte del nostro territorio.

Per chi non c’era e ha piacere di condividere con noi il pomeriggio e le belle sensazioni che la visita all’Antiquarium, alla Chiesa, a Villa Ca’ Zane Martin hanno provocato ai partecipanti a Salvalarte ecco gli album delle foto:

La visita all’Antiquarium

la visita alla Chiesa

la gestione delle acque del Brenta a Dolo da parte della Serenissima

la visita a Villa Ca’ Zane Martin

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