Per amore del proprio cane

C’è anche gente che non considera gli animali come essere senzienti e li uccide e li maltratta.

Tuttavia, chiunque abbia avuto un cane, sa quanto sia indissolubile il rapporto interspecifico che si instaura tra il cosiddetto “padrone” umano e il proprio cane, pienamente e pariteticamente ricambiato.

Chiunque dei due non esiterebbe a rischiare la propria vita per salvare quella dell’altro.

Purtroppo, questo è quanto è realmente successo alla nostra conterranea Chiara Locrati, morta nel tentativo di salvare il proprio cane.

Desidero dedicarle sul web questo tributo virtuale, affinchè la memoria di questo suo elevato e disinteressato gesto non venga presto dimenticata.

Questo vuole essere, contemporaneamente, anche un ricordo di Snoopy, il mio cagnolino che ho tanto amato e che ho perso recentemente in maniera tragica.

Il mahatma Gandhi diceva che il progresso di un popolo si vede dal rispetto che ha verso gli animali.

Dovremmo tutti meditare di più su questo concetto.

Il seguente, è l’articolo su questo straziante episodio, pubblicato sul Mattino di Padova il giorno 8/2/2012 :

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VIGONZA

Tragedia ieri pomeriggio sull’argine del Brenta a Capriccio di Vigonza.

Una donna che tentava di salvare il proprio cane, finito nel fiume ghiacciato, è annegata.

Il suo corpo è stato recuperato dai sommozzatori dei vigili del fuoco di Padova dopo oltre un’ora di ricerche.

La vittima è Chiara Locrati, 36 anni, originaria di Albignasego e abitante a Capriccio in territorio di Stra.

Salvo il cane della donna, che si chiama Ben ed è stato tratto a riva dai pompieri, infine preso in consegna dal servizio veterinario dell’Usl 15 Alta Padovana.

La drammatica scena è stata vista da un paio di persone che si trovavano sullo stesso tratto di argine, ma sulla riva opposta, nel territorio di Noventa Padovana.

I due hanno cercato invano di avvisare la donna del pericolo che stava correndo e addirittura di salvarla lanciandole un bastone, ma lei ha continuato nel disperato tentativo di raggiungere l’animale che, annaspando, si stava allontanando sempre più.

Il gesto di grande amore della donna nei confronti del suo cane, purtroppo, le è costata la vita.

L’identità della vittima è rimasta sconosciuta fino a tarda ora.

La donna era priva di documenti, addosso aveva solo un telefonino la cui sim era però indecifrabile tanto era rimasta nell’acqua ghiacciata.

I carabinieri di Pionca di Vigonza, una volta recuperato il cadavere, hanno attivato tutti i canali per riuscire a darle un nome.

Ci sono riusciti solo verso le 21.

La dinamica dell’incidente è stata ricostruita dai militari vigontini, che hanno sentito diverse persone tra cui i testimoni oculari e altre del posto, che conoscevano di vista la vittima per le sue frequenti passeggiate sull’argine, dove andava a far correre il cane.

La tragedia si è consumata nel giro di una manciata di minuti, poco dopo le 16 di ieri.

La donna, come quasi ogni giorno, stava percorrendo l’argine del Brenta per dare modo al suo Ben di sfogare la propria esuberanza.

Ma nel suo correre avanti e indietro, Ben è finito dentro il Brenta.La sua padrona lo ha richiamato ma lui, per quanti sforzi facesse, non è riuscito a tornare indietro e a riavvicinarsi alla sponda.

La donna, allora, si è immersa fino alla cintola e ha cercato di afferrarlo in qualche modo, allungandosi col busto e protendendo le mani.

E’ invece stata tradita dal fiume, che l’ha inghiottita.

L’allarme è stato dato dai testimoni e ben presto, sull’argine, si è radunata una piccola folla.

I vigili del fuoco sono arrivati a tempo di record e sono riusciti a salvare Ben.

Per recuperare la sua padrona c’è voluto molto più tempo.

Il cadavere è stato ritrovato alcuni minuti prima delle 18: era a 3 metri dalla riva.

In quel punto la profondità raggiunge i 4 metri e mezzo.

La morte per la poveretta è sopravvenuta in pochi secondi. Sarà l’autopsia, che probabilmente verrà fatta, a determinare come, se per annegamento o per arresto cardiaco da congelamento a causa della temperatura rigida dell’acqua che le ha fatto perdere i sensi con conseguente inalazione di acqua.

Durante tutte le fasi della ricerca Ben è stato tenuto al guinzaglio da alcune persone che conoscevano la vittima di vista.

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