MAL’ARIA, INQUINAMENTO DELL’ARIA E VENETO CITY

Mercoledì 7 Marzo, in occasione della Campagna Nazionale Mal’Aria di Legambiente, abbiamo misurato l’inquinamento dell’aria, relativamente alle polveri sottili, nei pressi delle scuole elementari e nel centro di Dolo. Nonostante il vento dei giorni precedenti avesse ben pulito l’aria e la mattinata si sia mantenuta ventilata, le analisi che abbiamo compiuto non sono state confortanti; addirittura, in alcuni casi, superiori ai massimi previsti per legge.
Dolo, e la Riviera del Brenta in generale, presentano da anni un livello di traffico stradale elevato, con corrispondente sistematico superamento dei limiti massimi di inquinamento dell’aria. Le polveri sottili (conosciute anche come PM10) sono una parte importante degli inquinanti atmosferici per i danni alla salute che determinano, in particolare alle fasce più deboli della popolazione (bambini e anziani). Gli studi medici più recenti hanno accertato la loro pericolosità per alcune malattie respiratorie e cardiocircolatorie.
La questione del traffico si può affrontare in vari modi, ma comunque è chiaro che non bastano né le domeniche ecologiche né le targhe alterne. La soluzione, per Legambiente, parte da una rivoluzione nel modo di pensare la mobilità delle persone e delle merci e nel modo di intervenire sui sistemi di trasporto, privilegiando il trasporto pubblico e collettivo da una parte e riducendo il trasporto su gomma dall’altra. Ben oltre i compiti di un Comune, come si capisce.
Sicuramente, però, rientrano tra i compiti di un Comune interventi minori, come la pianificazione e la realizzazione di piste ciclabili e di percorsi pedonali sicuri. I bambini per assurdo respirano un’aria più inquinata a causa delle auto con cui i loro genitori li accompagnano a scuola e i dintorni delle scuole si trasformano, in alcuni momenti della giornata, nei luoghi più inquinati del paese. Un contributo alla soluzione del problema è il potenziamento del pedibus, grazie al quale i bambini possono andare a scuola a piedi in piccoli gruppi accompagnati da genitori o volontari. Anche il pedibus, però, per affermarsi e diffondersi come soluzione al problema dell’inquinamento e del traffico, ha bisogno di due cose: crederci e volerlo attuare davvero da una parte e sostenerlo con i piccoli ma indispensabili investimenti necessari dall’altra. Esiste, quindi, una questione culturale (dei cittadini) e politica (degli amministratori) prima ancora che economica. In questo periodo di difficoltà finanziaria dei Comuni è ancora più evidente la necessità di investire in questo tipo di interventi, che, con piccola spesa, possono portare a grandi risultati.
Sempre in merito alle polveri sottili, come esempio negativo, possiamo portare il seguente: con le osservazioni a Veneto City, si metteva in evidenza come, dato il già elevato livello attuale di inquinamento da polveri sottili nell’aria di Dolo, la realizzazione di Veneto City sarebbe stata deleteria per la salute dei cittadini, considerato il previsto incremento di diverse decine di migliaia di veicoli al giorno. Quale è stata la risposta con la quale le osservazioni sono state respinte? Che l’inquinamento elevato è diffuso in tutta la Pianura Padana, quindi si può considerare come “fondo”! Una beffa: invece di intervenire per ridurre l’inquinamento attuale, superiore ai limiti di legge, si progetta di elevarlo ulteriormente! Questa risposta va bene dal punto di vista tecnico, forse; ma da quello etico e medico sicuramente no.