Fiesso d’Artico

Fiesso d’Artico ha quasi raggiunto la ragguardevole età di mille anni di vita ufficiale: viene già menzionato, infatti, in documenti datati 1025/1028.

E’ un paesino di Kmq 6,31 (ha il territorio più piccolo della Provincia di Venezia) sulla riva sinistra del Naviglio Brenta, a metà strada tra Padova e Venezia.

Inizialmente paese si chiamava solo Fiesso, indicando tale termine Flexo o Flexum, cioè curva, ansa divisione, che qui formava fiume “Medoacus” (l’attuale Brenta).

In un secondo tempo venne aggiunto nome Artico, dall’avvocato fiscale al Magistrato alle Acque Venezia Angelo Maria Artico, ideatore dell’ultima grande deviazione resa necessaria per la salvaguardia dall’incubo delle inondazioni: la rottura degli argini da parte del fiume Brenta ha fatto soffrire non poco popolazione fiessese.

Il paese ebbe importanza, nel lontano passato, quale centro religioso in quanto il suo territorio dipendeva dal monastero di Sant’Ilario.

Ebbe addirittura un parroco nominato dal vescovo di Nicosia.

Il territorio era suddiviso in Comun Grande di Fiesso e in Comun Piccolo Fiessetto; comprendeva terreni che, oggi, sono di pertinenza degli altri comuni vicini, quali Dolo, Stra, Vigonza.

Posto a breve distanza da Padova fu coinvolto nelle molte guerre che subì tale città in conseguenza delle lotte per il succedersi delle varie signorie.

Col XV secolo passò definitivamente alla Repubblica di Venezia.

Sotto la Serenissima il territorio del paese si abbellì di splendide ville (moltissime delle quali esistenti ed abitate), fatte costruire dai nobili e ricchi mercanti veneziani per i loro soggiorni estivi.

Il collegamento tra Venezia e Fiesso avveniva con un battello, chiamato “Burchiello”, vero e proprio salotto galleggiante.

I cittadini di Fiesso, tanto laboriosi quanto amanti della libertà e della giustizia (decisioni col metodo del voto democratico furono prese ancora nel lontano 1759 per l’attuazione dei lavori e l’organizzazione degli stessi da farsi sugli argini fiume) parteciparono attivamente alle lotte d’indipendenza del Veneto dall’impero austro-ungarico; così come quelle per la liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo durante l’ultimo conflitto mondiale.

Oggi Fiesso è un paese di 6.600 abitanti circa.

E’ uno degli scorci più suggestivi di tutta Riviera del Brenta, zona conosciuta in tutto mondo per la sua bellezza e ricchezza di opere d’arte.

Ma non solo: è anche per la calzatura che gli stranieri lo conoscono, quella da donna in particolare.

Un’alta percentuale dei cittadini di Fiesso infatti, è occupata in questo settore produttivo, che è nato nell’immediato dopoguerra.

Negli anni sessanta tale settore si è sviluppato ed espanso, assumendo quelle caratteristiche di qualità e di stile che tutt’ora lo fanno distinguere livello internazionale.

Esistono oggi in paese circa 200 unità produttive (industriali ed artigianali) di cui un centinaio occupato nella vera propria attività di costruzione della scarpa, ed il rimanente impegnato in attività connesse al settore calzaturiero.

Un tentativo della lobby degli scarpari sta tentando di costruire la Città della Moda, un megacentro commerciale da erigere in prossimità del naviglio Brenta, ma i lavori al momento sono stati sospesi per la presenza di amianto nel sottosuolo.