Corte dei Conti: Stop alla Orte-Mestre

La Corte dei Conti blocca la Orte-Mestre: soddisfazione dalla rete Nazionale Stop Or-Me, ma è presto per cantare vittoria.

Il Governo continua a spingere sulle “grandi opere”, ma le inchieste MOSE e EXPO dimostrano come le “grandi opere” costituiscano linfa vitale per il malaffare.

La Rete Nazionale Stop Orte-Mestre dà appuntamento al 20-21 settembre per una giornata di mobilitazione in contemporanea su tutti i territori attraversati: obiettivo lo stralcio definitivo dell’intero progetto.

Il rilievo della Corte dei Conti riguarda in particolare l’impossibilità, stante la normativa attuale, di utilizzare gli 1,8 miliardi di euro di defiscalizzazioni previste nel Piano Finanziario della Orte-Mestre. Inoltre nel medesimo Piano Finanziario si fa riferimento all’utilizzo indebito di un surplus aggiuntivo di remunerazione del capitale investito da parte dei privati. Tanto basta per bloccare la Delibera CIPE di approvazione del progetto preliminare e quindi anche la gara per la progettazione definitiva e l’assegnazione di appalti e concessione. I tempi dunque si allungano e questo è un bel vantaggio un vantaggio per i comitati e le associazioni che osteggiano l’opera.

Ma preoccupanti sono due aspetti: prima di tutto la disinvoltura con la quale il CIPE ha varato la delibera senza che ci fossero i presupposti necessari, la dimostrazione di come la “politica”, non curante di quanto sta emergendo dalle inchieste su MOSE e su EXPO, continui a forzare perfino le normative nazionali pur di agevolare i “grandi affari”. In secondo luogo il fatto che la stessa Corte dei Conti, dopo aver denunciato pubblicamente i rischi legati al Project Financing (v. La Corte dei Conti critica il project financing), si sia limitata ad una pura analisi formale e procedurale della documentazione senza mettere in evidenza il vero problema e cioè l’insostenibilità dell’intero Piano Finanziario. Infatti i flussi di traffico previsti dagli stessi proponenti sono talmente bassi che le tariffe necessarie sarebbero le più care in Europa. Ed è chiaro che più care saranno le tariffe e più i veicoli si riverseranno sull’attuale Romea rendendo impossibile il rientro del capitale investito, non risolvendo gli attuali problemi di pericolosità della strada e facendo pagare alla collettività il mancato profitto (vedi Project financing, di Michele Zanetti e I dubbi del PD sul project financing).

Questa nuova autostrada, oltre che anacronistica, risulta del tutto insostenibile dal punto di vista finanziario e distruttiva da quello ambientale.

Il Governo sponsorizza la Orte-Mestre come una delle grandi opere strategiche, tanto da inserirla nel decreto Sblocca Italia. Noi chiediamo che, a partire dai I dubbi del PD sul project financing“>dubbi della Serracchiani (vicesegretario e responsabile infrastrutture), il principale partito di governo, il PD, affronti e superi definitivamente la vecchia logica trasporti=autostrade e porti finalmente l’Italia in Europa elaborando, assieme alle associazioni che da anni se ne occupano, come Legambiente, quel PIANO NAZIONALE DEI TRASPORTI che è finora mancato e di cui l’Italia ha enorme bisogno per realizzare le infrastrutture che l’economia, le categorie produttive e i cittadini ci chiedono.