Biodiversità, che cos’è e quanto vale

INCREDIBILE BIODIVERSITÀ IN UN PRATO
mattina light

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QUANTO VALE LA PERDITA DI BIODIVERSITÀ?
Un leone in un parco frutta 500 mila dollari l’anno, un gorilla 450 mila, l’elefante vivo vale 76 volte di più di un esemplare morto. In Europa la perdita di biodiversità costa 450 miliardi l’anno: il 3% del Pil.
Sono stimate un milione e 700 mila specie ma si ipotizza che ce ne siano almeno altri dieci milioni ancora sconosciute, e abbiamo esplorato solo il 6 per cento dei mari.

Legambiente nel suo dossier sulla Biodiversità: 7830 specie vegetali, la metà delle esistenti, e un terzo delle animali vivono in Italia, 586 però sono a rischio estinzione. Camosci lupi e farfalle sono i nostri «tesori di biodiversità». Quanto vale la perdita di specie animali e vegetali? Solo 28 mila cittadini europei hanno sentito parlare di Biodiversità (sondaggio Eurobarometro) e ancora meno sanno che cos’è, ma la perdita della diversità in natura costa all’Unione europea circa 450 miliardi l’anno, cioè il 3% del Pil, a causa dell’inquinamento di acqua e aria pulita e della diminuzione di terreno coltivabile e di cibo.
A proposito di cibo, anche la biodiversità delle sementi è a rischio. Nell’ultimo rapporto di Assosementi il 21% delle specie vegetali è in pericolo di estinzione e il rischio è che «venga a ridursi un’ampia base genetica che possa garantire l’innovazione delle varietà: fondamentale per la biodiversità».
In Italia il turismo naturalistico nelle strutture ricettive all’interno delle aree protette ha superato quota 100 milioni di presenze, con un fatturato di oltre 11 miliardi di Euro (rapporto Ecotour sul Turismo Natura del 2014). Il paese dove viviamo ha il più ricco patrimonio di biodiversità in Europa: il 30% di specie animali (58mila) e quasi il 50% di quelle vegetali (circa 8.000). E purtroppo di tutto questo «oltre il 20% delle specie è a rischio estinzione» lo dice da tempo Legambiente.
Nel 2008, secondo l’ International Fund for Animal Welfare, l’attività di whale watching, l’osservazione dei cetacei nel loro ambiente naturale (vi hanno partecipato 13 milioni di persone) ha generato, a livello mondiale, un fatturato complessivo di 2,1 miliardi di dollari per dando lavoro a 13.000 persone.
Anche le cernie nostrane rappresentano un’autentica risorsa. Gli stessi pesci, se pescati, potrebbero fruttare poco più di 500 euro, con le 16mila immersioni fatte nel 2009 nella sola Area Marina Protetta di Tavolara hanno prodotto, nel 2009, un fatturato di 23 milioni di euro, come da una analisi dell’Università di Sassari.

Tratto da La Stampa del 22/05/2016:
http://www.lastampa.it/2016/05/22/scienza/ambiente/focus/giornata-mondiale-della-biodiversit-che-cos-e-quanto-vale-cMuyI4ktg5UyhLh5hy1AmK/pagina.html